SULLE MONTAGNE A LEZIONE DI STORIA CON GLI EVENTI DELLA GRANDE GUERRA
Venerdì 5 giugno i ragazzi dell’Alpinismo Giovanile hanno potuto partecipare all’ultimo incontro in sede al CAI Lecco, prima delle tanto attese vacanze estive, che porteranno chi al mare chi in montagna. Il relatore della serata dal titolo “La Grande Guerra sulle Alpi” è stato l’esperto Ambrogio Bonfanti, il quale ha spiegato al numeroso pubblico, formato da bambini, accompagnatori, genitori e curiosi appassionati di montagna e storia, il suo interesse per la Prima Guerra Mondiale, scaturito dal coinvolgimento della sua famiglia. Bonfanti ha arricchito il racconto degli avvenimenti storici citando aneddoti riguardanti lo scambio di cibo e tabacco fra i soldati italiani e quelli schierati sulle linee nemiche austriache. Le battaglie si sono svolte in vero ambiente montano - alpino tra i 2000 e i 3000 metri di quota, i militari hanno dovuto superare oltre il fuoco nemico anche le avversità tipiche di inverni rigidi, su cime di fama, ecco alcuni nomi: Pasquale, Ortles, Cevedale, Marmolada, Pasubio e Pisgana. La serata è stata movimentata anche dall’osservazione, in sala, dell’abbigliamento di guerra: elmetto e cappello da carabiniere e del fucile (modello 91, del 1891 usato ancora qualche anno fa durante il servizio militare) con baionetta e un caricatore contenente 6 cartucce dal calibro 6,5 più piccole rispetto a quelle in dotazione agli austriaci di calibro 8. L’impiego di queste pallottole non doveva nuocere la persona, ma solo allontanare e spaventare, perché la Grande Guerra è stato un conflitto di strategia e tattica; infatti le immense valanghe hanno causato più morti. I ragazzi hanno potuto apprendere meglio il tutto attraverso la visione di un filmato storico, che ha mostro: il tipico abbigliamento, la costruzione di trincee e teleferiche, l’uso degli sci; anche un gruppo di istruttori della SEL venne arruolato proprio per insegnare ai soldati. Un’affermazione curiosa è stata che “nell’inverno del 1915 caddero 17 metri di neve per un peso di 200 tonnellate” e poi si dice che il 2009 è stato un anno ricco di neve per i suoi 4 metri a confronto sono un’inezia. In conclusione Ambrogio Bonfanti ha citato alcune strofe di canzoni, cantate dai soldati al fronte e ha sottolineato che la guerra non risolve nulla porta solo morti da piangere.
Il presidente del CAI Mario Bonacina, alla conclusione della serata, ha fatto una sorpresa in attesa ai bambini di AG, invitando Mario Panzeri, tornato dal suo decimo ottomila. Il forte alpinista ha dichiarato il suo intento di raggiungere il suo undicesimo 8000 nel prossimo agosto.
Venerdì 5 giugno i ragazzi dell’Alpinismo Giovanile hanno potuto partecipare all’ultimo incontro in sede al CAI Lecco, prima delle tanto attese vacanze estive, che porteranno chi al mare chi in montagna. Il relatore della serata dal titolo “La Grande Guerra sulle Alpi” è stato l’esperto Ambrogio Bonfanti, il quale ha spiegato al numeroso pubblico, formato da bambini, accompagnatori, genitori e curiosi appassionati di montagna e storia, il suo interesse per la Prima Guerra Mondiale, scaturito dal coinvolgimento della sua famiglia. Bonfanti ha arricchito il racconto degli avvenimenti storici citando aneddoti riguardanti lo scambio di cibo e tabacco fra i soldati italiani e quelli schierati sulle linee nemiche austriache. Le battaglie si sono svolte in vero ambiente montano - alpino tra i 2000 e i 3000 metri di quota, i militari hanno dovuto superare oltre il fuoco nemico anche le avversità tipiche di inverni rigidi, su cime di fama, ecco alcuni nomi: Pasquale, Ortles, Cevedale, Marmolada, Pasubio e Pisgana. La serata è stata movimentata anche dall’osservazione, in sala, dell’abbigliamento di guerra: elmetto e cappello da carabiniere e del fucile (modello 91, del 1891 usato ancora qualche anno fa durante il servizio militare) con baionetta e un caricatore contenente 6 cartucce dal calibro 6,5 più piccole rispetto a quelle in dotazione agli austriaci di calibro 8. L’impiego di queste pallottole non doveva nuocere la persona, ma solo allontanare e spaventare, perché la Grande Guerra è stato un conflitto di strategia e tattica; infatti le immense valanghe hanno causato più morti. I ragazzi hanno potuto apprendere meglio il tutto attraverso la visione di un filmato storico, che ha mostro: il tipico abbigliamento, la costruzione di trincee e teleferiche, l’uso degli sci; anche un gruppo di istruttori della SEL venne arruolato proprio per insegnare ai soldati. Un’affermazione curiosa è stata che “nell’inverno del 1915 caddero 17 metri di neve per un peso di 200 tonnellate” e poi si dice che il 2009 è stato un anno ricco di neve per i suoi 4 metri a confronto sono un’inezia. In conclusione Ambrogio Bonfanti ha citato alcune strofe di canzoni, cantate dai soldati al fronte e ha sottolineato che la guerra non risolve nulla porta solo morti da piangere.
Il presidente del CAI Mario Bonacina, alla conclusione della serata, ha fatto una sorpresa in attesa ai bambini di AG, invitando Mario Panzeri, tornato dal suo decimo ottomila. Il forte alpinista ha dichiarato il suo intento di raggiungere il suo undicesimo 8000 nel prossimo agosto.
